Privacy & Digitale 12/05/2026

Fake e intelligenza artificiale

Elena Cassella

Avvocato dello Studio

Fake e intelligenza artificiale

Con l'esplosione dei deepfake — video, foto o registrazioni vocali che appaiono veritieri ma sono completamente sintetici — il governo italiano è intervenuto per colmare un pericoloso vuoto normativo. Dal 10 ottobre è infatti entrata in vigore la Legge n. 132 del 2025, che introduce nuovi reati specifici contro i falsi digitali creati con l'intelligenza artificiale.

Il nuovo reato: Articolo 612-quater del Codice Penale

La novità principale è l'introduzione dell'articolo 612-quater c.p., che punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chiunque diffonda, senza il consenso della persona interessata, immagini, video o registrazioni vocali falsificati mediante l'uso di sistemi di intelligenza artificiale. La norma non distingue tra supporti visivi o auditivi: l'elemento determinante è la natura fraudolenta e dannosa del contenuto.

Affinché il reato sia configurabile, devono sussistere tre condizioni fondamentali:

  • Verosimiglianza: il contenuto deve essere chiaramente falso ma apparire reale.
  • Assenza di consenso: la diffusione deve avvenire senza il permesso della persona coinvolta.
  • Danno concreto: la condotta deve arrecare un danno effettivo alla vittima, inclusa la lesione della reputazione.

Aggravanti e procedibilità

La legge stabilisce che il delitto sia punibile a querela della persona offesa, salvo casi eccezionali in cui si procede d'ufficio, come quando i fatti coinvolgono minori, persone con disabilità mentali o pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni.

Un aspetto rivoluzionario della riforma riguarda l'inasprimento generale delle pene per qualsiasi crimine commesso attraverso l'uso "insidioso" dell'IA. Se l'intelligenza artificiale viene impiegata per ingannare in modo più efficace la vittima o per ostacolare le indagini, la pena aumenta di un terzo. Questo incremento si applica a una vasta gamma di illeciti, dalle truffe online ai ricatti, fino alle frodi e alle minacce.

Una tutela necessaria nell'era digitale

L'obiettivo della Legge 132/2025 è chiaro: disinnescare l'uso improprio dell'IA come strumento di offesa alla dignità umana e alla sicurezza informatica. Le conseguenze penali diventano oggi significativamente più pesanti per chiunque sfrutti queste tecnologie per scopi illeciti.

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