Diritto di Famiglia 12/05/2026

Mantenimento figli minori

Elena Cassella

Avvocato dello Studio

Mantenimento figli minori

Una delle domande più frequenti in ambito di post-divorzio riguarda l'improvvisa interruzione del mantenimento, spesso in coincidenza con cambiamenti di vita dell'obbligato, come il pensionamento. La risposta alla possibilità di rivolgersi direttamente all'Ente pensionistico è certamente affermativa.

La Riforma Cartabia ha infatti introdotto una maggiore tutela per il coniuge creditore, prevedendo con l’art. 473-bis.37 c.p.c. uno strumento che consente di ottenere le somme direttamente da terzi, come l'Ente pensionistico o il datore di lavoro. Si tratta di una procedura stragiudiziale che evita lunghi e dispendiosi giudizi davanti all'Autorità giudiziaria.

La procedura operativa in tre passaggi

Per attivare questa tutela, occorre seguire un iter preciso:

  • Costituzione in mora: Il primo passo è diffidare formalmente il coniuge debitore tramite PEC o raccomandata A/R.
  • Attesa dei termini: Se l’inadempimento si protrae per almeno 30 giorni dal ricevimento della diffida, si può procedere oltre.
  • Notifica all'Ente: Il coniuge creditore notifica all’Ente pensionistico un’istanza con la richiesta esplicita di versamento diretto, allegando il titolo (sentenza di separazione o divorzio).

Efficacia e obblighi dell'Ente pensionistico

Una volta ricevuta la notifica, l'Ente è tenuto a versare la somma dovuta direttamente al beneficiario a partire dal mese successivo. È importante sottolineare che questa disciplina si applica ai futuri versamenti e non può essere utilizzata per recuperare le mensilità pregresse già scadute.

Questo rimedio è estremamente versatile, poiché è utilizzabile per:

  • Il mancato pagamento dell'assegno di mantenimento o divorzile.
  • Il mancato adeguamento Istat delle somme dovute.

Cosa succede se l'Ente non paga?

Qualora l'Ente pensionistico si rifiuti di provvedere al versamento nonostante la regolare notifica, il coniuge creditore ha il potere di avviare un'azione esecutiva diretta proprio nei confronti del terzo (l'Ente stesso).

Questa innovazione legislativa rappresenta un passo fondamentale per garantire l'effettività dei provvedimenti economici, assicurando che la tutela del credito alimentare non resti solo un principio teorico sulla carta.

Hai bisogno di assistenza legale?

Prenota una consulenza con il nostro team di esperti.

Prenota Consulenza