Separazione in Comune: requisiti e limiti della procedura.
Elena Cassella
Avvocato dello Studio
Il Decreto-legge n. 132/2014, convertito nella Legge n. 162/2014, ha introdotto una significativa semplificazione nel diritto di famiglia: la possibilità per i coniugi di separarsi dinanzi all’Ufficiale dello Stato Civile presso il Comune. Questo iter non richiede la presenza obbligatoria di un difensore, risultando più rapido e meno oneroso rispetto alla separazione giudiziale o alla negoziazione assistita.
L'iter procedurale: i due incontri
La procedura si articola in due momenti fondamentali:
- Primo incontro: I coniugi sottoscrivono l’accordo di separazione davanti all’Ufficiale di Stato Civile.
- Periodo di riflessione: Devono trascorrere almeno 30 giorni dalla prima firma.
- Secondo incontro: Entrambi i coniugi devono comparire per confermare la propria volontà. La separazione acquista efficacia legale solo dopo questa conferma.
Requisiti e limiti: chi può accedere alla procedura?
Nonostante i vantaggi in termini di costi e tempi, esistono requisiti stringenti per potersi avvalere di questa modalità:
- Consenso reciproco: È necessario che entrambi i coniugi siano concordi sulla separazione e sulle relative condizioni.
- Assenza di figli: Non si può procedere in Comune in presenza di figli minori, figli maggiorenni portatori di handicap grave o non economicamente autosufficienti. In questi casi, la via obbligata rimane la negoziazione assistita o il procedimento giudiziale.
- Divieto di trasferimenti patrimoniali: L'accordo sottoscritto in Comune non può contenere patti di trasferimento patrimoniale (come il passaggio di proprietà di immobili).
- Matrimonio in Italia: Il matrimonio deve essere stato celebrato o regolarmente trascritto in Italia, indipendentemente dalla cittadinanza dei coniugi.
Qualora manchi anche solo uno di questi presupposti, le uniche vie percorribili restano quelle tradizionali della negoziazione assistita da avvocati o del ricorso al giudice.
Vantaggi e rischi della "separazione fai-da-te"
Se applicabile, la separazione in Comune è sicuramente la modalità più veloce ed economica. Tuttavia, l’assenza di un avvocato comporta rischi da non sottovalutare:
- Possibili errori tecnici nella redazione dell’accordo.
- Difficoltà nella gestione autonoma degli aspetti economici.
- Rischio di futuri conflitti per clausole poco chiare.
Per tali ragioni, è sempre consigliabile consultare un legale in caso di dubbi sulla divisione del patrimonio, sul diritto al mantenimento o per comprendere appieno le conseguenze legali dell'accordo che si sta per sottoscrivere.
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