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Diritto alla Salute
Che cos’è l’ATP in parole semplici
Per quali casi serve l’ATP obbligatorio
Come funziona in pratica l’ATP
Quali effetti produce l’ATP su INPS e altri enti
Quando conviene valutare un ATP con l’avvocato
Quando l’INPS ti nega l’invalidità civile, l’accompagnamento, la legge 104/92 o l’indennità di frequenza, oggi – prima della causa vera e propria – bisogna passare da un passaggio obbligatorio chiamato accertamento tecnico preventivo (ATP) davanti al Tribunale.
L’ATP è un procedimento giudiziario in cui il giudice nomina un medico-legale imparziale (CTU) per verificare se le tue condizioni di salute ti danno davvero diritto alle prestazioni richieste.
Non è una semplice “nuova visita INPS”: è un pezzo di processo, con regole e scadenze precise, in cui è fondamentale essere seguiti da un avvocato.
L’ATP è oggi obbligatorio, a pena di improcedibilità della domanda, nelle cause che riguardano il requisito sanitario per:
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invalidità civile
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cecità civile e sordità civile
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handicap / disabilità (anche ai fini legge 104/92)
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pensione di inabilità e assegno di invalidità
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indennità di accompagnamento
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indennità di frequenza per i minori
In queste controversie il cittadino deve prima chiedere l’ATP al Tribunale del luogo di residenza; solo dopo, se necessario, si potrà arrivare al giudizio vero e proprio.
Fasi essenziali:
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L'avvocato deposita un ricorso per ATP al Tribunale competente, contro l’INPS, indicando la prestazione che chiedi e la documentazione medica.
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Il giudice fissa un’udienza e nomina un consulente tecnico d’ufficio (CTU), di solito un medico-legale specialista.
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Il CTU convoca, visiona tutti gli esami, ascolta la tua storia clinica e redige una perizia che viene depositata in Tribunale e comunicata alle parti.
Se nessuna delle parti (né tu né l’INPS) contesta entro il termine perentorio fissato dal giudice, il Tribunale omologa l’accertamento sanitario con un decreto non impugnabile.
Da quel momento, l’INPS e gli altri enti devono attenersi a quel risultato, salvo restare liberi di verificare gli altri requisiti non sanitari (come il reddito).
L’ATP ha conseguenze concrete molto importanti:
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Il decreto di omologa del Tribunale fissa in modo vincolante il requisito sanitario (percentuale di invalidità, gravità, non autosufficienza, handicap grave, ecc.).
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L’INPS, ricevuta la notifica del decreto, deve riconoscere e pagare le prestazioni risultanti (se ci sono anche gli altri requisiti, ad esempio reddituali).
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L’accertamento giudiziale del requisito sanitario vale anche verso altri enti che erogano ulteriori benefici collegati (per esempio alcune agevolazioni collegate al riconoscimento di handicap grave).
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L’ATP interrompe la prescrizione e ti tutela anche rispetto alla decadenza (ad esempio quei sei mesi che decorrono dalla comunicazione del verbale INPS).
Per questo, impostare bene fin dall’inizio ricorso e documentazione può fare la differenza tra ottenere la prestazione o vedersela negare per anni.
È particolarmente utile farsi assistere da uno studio legale specializzato in ATP quando:
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la tua domanda INPS è stata respinta (invalidità civile, accompagnamento, 104/92, indennità di frequenza, ecc.);
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ti è stata riconosciuta una percentuale di invalidità più bassa di quella necessaria per la pensione o per l’indennità;
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è stato negato il riconoscimento dell’handicap grave ai fini della legge 104/92 (permessi, agevolazioni, ecc.);
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ti hanno negato l’indennità di accompagnamento nonostante una forte perdita di autonomia;
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per tuo figlio minore è stata respinta o ridotta l’indennità di frequenza;
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le tue condizioni di salute sono peggiorate dopo un vecchio verbale che non rispecchia più la situazione attuale.
In tutti questi casi l’ATP può essere lo strumento giusto per far valutare da un medico-legale terzo e dal giudice la tua reale situazione sanitaria.
Per questo, impostare bene fin dall’inizio ricorso e documentazione può fare la differenza tra ottenere la prestazione o vedersela negare per anni.
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