La svolta nel collocamento paritario
- Cettina Di Benedetto
- 7 minuti fa
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La recente Ordinanza della Corte di Cassazione n. 6078/2026 rappresenta una svolta nei rapporti tra genitori separati e figli.
Analizzando i dati statistici, il quadro che emerge è chiarissimo: nelle aule dei Tribunali, le madri risultano spesso favorite nella custodia della prole.
Questo orientamento è ormai superato: secondo i Giudici di legittimità non esiste più una preferenza automatica in favore della madre quando si deve disciplinare il collocamento della prole, ma occorre verificare realmente la disponibilità concreta dei genitori di occuparsi dei bambini.
In particolare, deve essere attentamente valutata la vita professionale del padre e, in generale, del genitore. Nel caso portato all’attenzione della Corte, il padre ha dimostrato di poter godere di una forte flessibilità lavorativa, riuscendo a liberarsi dagli impegni professionale alle 14.30.
Secondo la Corte, il tempo libero del padre deve essere valorizzato, permettendo così al genitore di occuparsi in modo costante delle necessità del figlio.
Peraltro, i Giudici hanno anche attribuito rilievo alla rete familiare solida di cui avrebbe potuto giovare il minore: la presenza della nonna paterna, ad esempio, è stata considerata come un vero e proprio valore aggiunto per il figlio, da tenere in debita considerazione.
Insomma, quando il padre è presente e può anche garantire il supporto della propria famiglia, non vi sono motivi per cui i tribunali devono ridurre le ore di frequentazione.
Questa pronuncia rappresenta un vero punto di rottura rispetto al passato, delineando un nuovo modello di vita in cui il collocamento davvero paritario non è più relegato a casi isolati, ma potrebbe diventare la quotidianità anche con soluzioni che prevedono di trascorrere una settimana con la mamma e una con il papà.
Ovviamente, perché venga disposto il collocamento paritario, il genitore deve provare la presenza di alcuni requisiti:
- in primo luogo, la flessibilità dei propri impegni lavorativi, garantendo la possibilità di essere presente nei vari impegni che riguardano il figlio;
- la presenza di una rete familiare solida (nonni, zii…);
- la vicinanza da le abitazioni del padre e della madre;
- la capacità del genitore di gestire autonomamente i bisogni del minore.

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