Sospensione della responsabilità genitoriale e tutela dei minori. Un fatto di cronaca che interroga tutti
- Avv. Elena Cassella

- 7 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Nel recente caso di Catania, un bambino di 11 anni sarebbe stato picchiato brutalmente dal patrigno. Di fronte a queste condotte, il Tribunale per i minorenni è intervenuto d’urgenza: ha sospeso la responsabilità genitoriale del patrigno e della madre, ha disposto l’allontanamento del bambino e delle sue sorelline dalla casa familiare, affidandoli ai nonni materni, con divieto di avvicinamento dei genitori e sotto la supervisione dei servizi sociali. Dietro queste decisioni, dure ma necessarie, ci sono domande che toccano chiunque abbia a cuore i minori: che cos’è davvero la responsabilità genitoriale? Quando può essere limitata o sospesa? Cosa significa, concretamente, allontanare un bambino dalla propria famiglia? Chi decide, con quali garanzie e per quanto tempo?
Che cos’è la responsabilità genitoriale
La responsabilità genitoriale è l’insieme dei diritti e dei doveri dei genitori verso i figli: cura quotidiana, educazione, istruzione, scelte importanti sulla loro vita, indipendentemente dal fatto che i genitori siano sposati, separati o non conviventi.
Quando questi doveri vengono violati o trascurati gravemente – maltrattamenti, violenza, abbandono, incuria – il giudice può arrivare a limitare, sospendere o far decadere la responsabilità genitoriale, per proteggere il minore da ulteriori danni.
Sospensione e allontanamento: che cosa succede davvero
Sospensione o limitazione: il genitore resta tale “sulla carta”, ma non può più esercitare in tutto o in parte i suoi poteri, ad esempio decidere dove vive il figlio o vederlo liberamente, se questo è ritenuto pericoloso per il bambino.
Allontanamento del minore: il bambino o il ragazzo viene tolto dal contesto familiare ritenuto dannoso e collocato in un ambiente più sicuro: presso l’altro genitore, i nonni o altri parenti, una famiglia affidataria o una comunità.
Nel caso di Catania, l’allontanamento è stato disposto a favore dei nonni materni, con incontri solo protetti con la madre: una scelta che tutela il minore, ma cerca di salvaguardare, dove possibile, i legami affettivi.
Chi decide e quali strumenti usa
In via principale decide il Tribunale per i minorenni, che può adottare misure urgenti e poi confermarle, modificarle o revocarle nel tempo, in base all’evoluzione della situazione familiare.
Quando sono già in corso procedimenti di separazione, affidamento o divorzio, la nuova regola applicabile prevede che le questioni sulla responsabilità genitoriale siano trattate dal Tribunale ordinario, mentre le decisioni urgenti del Tribunale per i minorenni restano efficaci finché non vengono cambiate.
Sul piano penale, invece, il giudice può intervenire con strumenti specifici:
Divieto di avvicinamento e obbligo di mantenere una certa distanza da casa, scuola e luoghi frequentati dal minore.
Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare da parte delle forze dell’ordine, che dev’essere rapidamente convalidato dal giudice.
In caso di condanna per reati commessi abusando del ruolo di genitore, sospensione o decadenza dalla responsabilità genitoriale come pena accessoria.
Il vero obiettivo: mettere al centro il bambino
Dietro termini tecnici come “sospensione”, “allontanamento” o “divieto di avvicinamento” c’è un obiettivo molto semplice e umano: mettere al sicuro il minore.
Queste misure possono essere drastiche, e incidono profondamente sulla vita di una famiglia, ma servono a fermare subito le situazioni di rischio e, quando possibile, a costruire un percorso di recupero e cambiamento per i genitori, seguito nel tempo dal giudice e dai servizi sociali.
Se ti occupi di minori, se sei un genitore preoccupato, un parente, sapere che esistono strumenti giuridici per intervenire in fretta e in sicurezza può fare la differenza tra una violenza che continua nel silenzio e un bambino finalmente protetto.

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