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Sospensione della responsabilità genitoriale e tutela dei minori. Un fatto di cronaca che interroga tutti

Nel recente caso di Catania, un bambino di 11 anni sarebbe stato picchiato brutalmente dal patrigno. Di fronte a queste condotte, il Tribunale per i minorenni è intervenuto d’urgenza: ha sospeso la responsabilità genitoriale del patrigno e della madre, ha disposto l’allontanamento del bambino e delle sue sorelline dalla casa familiare, affidandoli ai nonni materni, con divieto di avvicinamento dei genitori e sotto la supervisione dei servizi sociali.  Dietro queste decisioni, dure ma necessarie, ci sono domande che toccano chiunque abbia a cuore i minori: che cos’è davvero la responsabilità genitoriale? Quando può essere limitata o sospesa? Cosa significa, concretamente, allontanare un bambino dalla propria famiglia? Chi decide, con quali garanzie e per quanto tempo? 

 

Che cos’è la responsabilità genitoriale

La responsabilità genitoriale è l’insieme dei diritti e dei doveri dei genitori verso i figli: cura quotidiana, educazione, istruzione, scelte importanti sulla loro vita, indipendentemente dal fatto che i genitori siano sposati, separati o non conviventi. 

Quando questi doveri vengono violati o trascurati gravemente – maltrattamenti, violenza, abbandono, incuria – il giudice può arrivare a limitare, sospendere o far decadere la responsabilità genitoriale, per proteggere il minore da ulteriori danni. 

 

Sospensione e allontanamento: che cosa succede davvero

  • Sospensione o limitazione: il genitore resta tale “sulla carta”, ma non può più esercitare in tutto o in parte i suoi poteri, ad esempio decidere dove vive il figlio o vederlo liberamente, se questo è ritenuto pericoloso per il bambino. 

  • Allontanamento del minore: il bambino o il ragazzo viene tolto dal contesto familiare ritenuto dannoso e collocato in un ambiente più sicuro: presso l’altro genitore, i nonni o altri parenti, una famiglia affidataria o una comunità. 

Nel caso di Catania, l’allontanamento è stato disposto a favore dei nonni materni, con incontri solo protetti con la madre: una scelta che tutela il minore, ma cerca di salvaguardare, dove possibile, i legami affettivi. 

Chi decide e quali strumenti usa

In via principale decide il Tribunale per i minorenni, che può adottare misure urgenti e poi confermarle, modificarle o revocarle nel tempo, in base all’evoluzione della situazione familiare. 

Quando sono già in corso procedimenti di separazione, affidamento o divorzio, la nuova regola applicabile prevede che le questioni sulla responsabilità genitoriale siano trattate dal Tribunale ordinario, mentre le decisioni urgenti del Tribunale per i minorenni restano efficaci finché non vengono cambiate. 

Sul piano penale, invece, il giudice può intervenire con strumenti specifici:

  • Divieto di avvicinamento e obbligo di mantenere una certa distanza da casa, scuola e luoghi frequentati dal minore. 

  • Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare da parte delle forze dell’ordine, che dev’essere rapidamente convalidato dal giudice. 

  • In caso di condanna per reati commessi abusando del ruolo di genitore, sospensione o decadenza dalla responsabilità genitoriale come pena accessoria

Il vero obiettivo: mettere al centro il bambino

Dietro termini tecnici come “sospensione”, “allontanamento” o “divieto di avvicinamento” c’è un obiettivo molto semplice e umano: mettere al sicuro il minore

Queste misure possono essere drastiche, e incidono profondamente sulla vita di una famiglia, ma servono a fermare subito le situazioni di rischio e, quando possibile, a costruire un percorso di recupero e cambiamento per i genitori, seguito nel tempo dal giudice e dai servizi sociali. 

Se ti occupi di minori, se sei un genitore preoccupato, un parente, sapere che esistono strumenti giuridici per intervenire in fretta e in sicurezza può fare la differenza tra una violenza che continua nel silenzio e un bambino finalmente protetto. 


 
 
 

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